aprile 2012 ~ Scrivi un Commento

“Un Lino Banfi casalingo” intervistato da Quotidiano.Net



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Non proprio un casalingo, preso com’è da mille impegni di lavoro. Ma uno spazio in casa, Lino Banfi se lo è ritagliato: ai fornelli, a cucinare le sue specialità. Ce lo racconta una breve intervista di Barbara Bertolucci di Quotidiano.Net che ha incontrato Lino Banfi a Roma qualche giorno fa.

Banfi, dà una mano a sua moglie, in casa?

“Do una mano a far casino in cucina. Quando i figli erano piccoli, non l’ho mai aiutata. Ero in giro con le compagnie di varietà.”

E dopo?

“Quando ci siamo stabiliti a Roma, un po’ di tempo libero da trascorrere in casa lo avevo. Ho iniziato a dedicarmi alla cucina. E ho imparato bene.”

Da chi?

“Fra le tante cose che ho fatto da ragazzo, ho frequentato anche una scuola alberghiera, ad Ospedaletti. Avevo appena finito il servizio militare, ad Arma di Taggia, vicino a Sanremo. Avrei dovuto fare, se avessi continuato, il capo cameriere. Invece, siccome sapevo che non me ne importava niente — era solo per guadagnare un po’ di soldi e andare poi a Roma, a fare l’attore — allora andavo dallo chef, francese, e gli dicevo, insegnami come si cucina. Gli regalavo una bottiglia di whisky, e lui mi spiegava”.

Quali sono i suoi piatti forti?

“Un po’ tutto, primi, secondi, ma soprattutto pesce. Sono per la cucina inventata al momento. L’importante è sapere le basi. Se non sai che i molluschi vanno con la cipolla e non con l’aglio, faccio per dire, allora è difficile che uno possa cucinare bene. Ma se sai queste cose basilari, che non sono tante, poi si inventa. E io invento, quando i miei figli dicono, dai, prepara tu. Perché mia moglie murerebbe tutte le cucine che abbiamo nelle varie case.”

Sporca troppo?

“Non è tanto per questo, ma perché i miei sono cibi molto ingrassanti, ben conditi.”

Mai spolverato o stirato?

“Qualche volta, quando ero in una compagnia di varietà. Non avendo soldi per la lavanderia, ho provato a stirarmi la camicia. Ma non mi è mai venuta bene.”

Sua madre le insegnava qualcosa o riteneva che non fossero lavori da uomo?

“La mentalità delle donne era che l’uomo non si dovesse occupare di queste cose. Quando nacque Rosanna, noi eravamo ancora in Puglia: 48 anni fa. Mia madre, vedendomi spingere il passeggino, mi domandò, perché lo fai tu?.”

Tra poco sarà di nuovo nonno Libero, nella ottava serie di “Un medico in famiglia”. Sempre un nonno tuttofare?

“Continua a essere un nonno tuttofare, come nelle altre serie. Ma in questa, che inizieremo a girare a Maggio, è appena tornato dall’America, e porta delle innovazioni anche in cucina: salse e salsette conosciute oltreoceano. Ma per tornare, alla fine, alle sue carbonare e amatriciane.”

Fonte Quotidiano.Net »

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